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mercoledì 16 novembre 2011
giovedì 10 novembre 2011
Il Piacere
Arriva,credimi, quando non lo aspetto:
quando lo scaccio con gentilezza prima della mia tempesta,
il pensiero contro di te ,del non detto.
Provo a dimenticare ,ma stare dalla parte della ragione
tra la rabbia,la vergogna,per te tutta la mia indignazione,
sai bene esser vana consolazione .
Parlerò troppo tardi perché nulla è ormai recuperabile.
Rassegnazione: essa placa la mia ansimante respirazione.
Un percorso a ritroso dall'estrema intimità anche del dirsi e viver-si segreti indecenti
alla conversazione ridotta a disgustosa chiacchiera quotidiana.
Ti sei fatta persona volutamente lontana.
Dov'è quell'altro mio cuore?
Ne avevo due...almeno così mi facesti credere ...
e il secondo era di riserva per i dolori,le disperazioni ,i pianti.
Tirare avanti.
Se parlo,urli.
Se taccio,insisti.
Imperativo il tuo precetto.
Nel non detto.
Per non mancarti di rispetto.
quando lo scaccio con gentilezza prima della mia tempesta,
il pensiero contro di te ,del non detto.
Provo a dimenticare ,ma stare dalla parte della ragione
tra la rabbia,la vergogna,per te tutta la mia indignazione,
sai bene esser vana consolazione .
Parlerò troppo tardi perché nulla è ormai recuperabile.
Rassegnazione: essa placa la mia ansimante respirazione.
Un percorso a ritroso dall'estrema intimità anche del dirsi e viver-si segreti indecenti
alla conversazione ridotta a disgustosa chiacchiera quotidiana.
Ti sei fatta persona volutamente lontana.
Dov'è quell'altro mio cuore?
Ne avevo due...almeno così mi facesti credere ...
e il secondo era di riserva per i dolori,le disperazioni ,i pianti.
Tirare avanti.
Se parlo,urli.
Se taccio,insisti.
Imperativo il tuo precetto.
Nel non detto.
Per non mancarti di rispetto.
domenica 6 novembre 2011
I detti e i fatti
XXIII
Quello che si dice comunemente, che la vita è una rappresentazione scenica, si verifica soprattutto in questo, che il mondo parla costantissimamente in una maniera, ed opera costantissimamente in un'altra. Della quale commedia oggi essendo tutti recitanti, perché tutti parlano a un modo, e nessuno quasi spettatore, perché il vano linguaggio del mondo non inganna che i fanciulli e gli stolti, segue che tale rappresentazione è divenuta cosa compiutamente inetta, noia e fatica senza causa. Però sarebbe impresa degna del nostro secolo quella di rendere la vita finalmente un'azione non simulata ma vera, e di conciliare per la prima volta al mondo la famosa discordia tra i detti e i fatti. La quale, essendo i fatti, per esperienza oramai bastante, conosciuti immutabili, e non convenendo che gli uomini si affatichino più in cerca dell'impossibile, resterebbe che fosse accordata con quel mezzo che è, ad un tempo, unico e facilissimo, benché fino a oggi intentato: e questo è, mutare i detti, e chiamare una volta le cose coi nomi loro.
Pensieri,Giacomo Leopardi
mercoledì 2 novembre 2011
A PA'
Imprevedibile il suo avvenire ;inimitabile il suo modo di vincere e di sbagliare.
Franco Fortini
martedì 1 novembre 2011
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