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martedì 13 settembre 2011

In un giorno di amicizia di gruppo confusa,fortunatamente perduta

Tra un po' di tempo,sarà l'era dei"come stai" dopo mesi e  mesi di altrui silenzio,senza domandare prima "come stai".




2 C’è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.
3 Un tempo per uccidere e un tempo per guarire,
un tempo per demolire e un tempo per costruire.
4 Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per gemere e un tempo per ballare.
5 Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
6 Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per serbare e un tempo per buttar via.
Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare.
Un tempo per amare e un tempo per odiare,
un tempo per la guerra e un tempo per la pace (Qo 3,2-8).

sabato 10 settembre 2011

giovedì 8 settembre 2011

  La mente è come un paracadute. Funziona 




 solo se si apre.


                                                                                -Albert Einstein -                                     

To badogliare

Questo giorno ha scritto una pagina  di storia pubblica  e  privata.
Privata per me che "grazie" a quell'armistizio  posso ricostruire la mia origine genetica,antropologica  e  culturale.
I miei nonni materni,forse,non si sarebbero mai incontrati,amati e  sposati,se  Badoglio non avesse "badogliato".
La Badoglieide mi ha ricordato infatti uno dei tanti episodi pedagogici legati al mio amatissimo nonno Nicola: mi diceva egli infatti  che la lingua inglese aveva coniato un verbo per descrivere il comportamento di Badoglio.
Ebbene,quel verbo esiste,anche se non riportato sul dizionario.

La Badoglieide (anonimo -- Nuto Revelli, Dante Livio Bianco e altri) can...

lunedì 5 settembre 2011

Michelangelo Antonioni
Caetano veloso
Visione del silenzio
Angolo vuoto
Pagina senza parole
Una lettera scritta sopra un viso
Di pietra e vapore
Amore
Inutile finestra.

La crisi del teatro


Io penso sempre alla crisi del teatro e mi scervello per trovare il mezzo di risolverla. Si può dire che non penso ad altro. Giorno e notte rifletto sulla difficile questione e consulto le opere dei nostri sommi, che si sono occupati di essa. Quando, stanco, reclino il capo sul petto e mi addormento, m'appare in sogno la crisi del teatro personificata, che mi dice con voce 
lamentosa:
- Risolvimi, risolvimi!
 Allora mi sveglio di soprassalto e comincio a lambiccarmi il cervello per risolverla. Non già perché mi stieno tanto a cuore le sorti del teatro. Ma mi affatico per risolvere questa benedetta crisi, nella speranza che, una volta risolta, non se ne parlerà più. Perché sono stanco di sentirne parlare. Non per altro. Se mi si promettesse di non parlare mai più di crisi del
teatro, rinuncerei a risolverla.(Achille Campanile, La crisi del teatro risolta da me?)